Solo le radici forti non gelano mai raccontava qualcuno.
E' da questa considerazione che nasce l'esigenza mia personale ma , spero , di chiunque sia un Roscia di assumere piena consapevolezza su cosa abbia significato nel corso dei secoli un Cognome così illustre.
E questo non tanto per una questione di nobiltà araldica della quale poco o nulla mi interessa ma per la certezza , successiva ad una scoperta dovuta ai miei studi classici , di appartenere ad una stirpe assolutamente unica nel panorama delle genti italiche che precede di secoli ogni baronìa o marchesato.
La considerazione che secoli addietro , nella Roma antica , dire Roscia significava dire una Gente non può lasciare nessun Roscia in mezzo al guado : o si è Romani o no.E questo prescinde dalla natalità geografica o dalla consanguineità acquisita.
Essere discendenti di quei Patres , impone una ricerca interiore prima che esteriore sulla ontogenesi di un'anima e del bagaglio esistenziale che questo comporta .
Non è un problema di vanità ma una riscoperta di sè .
Che poi questo essere se stessi significhi sentirsi legati agli esponenti della Gens Roscia innanzitutto idealmente è per certi versi prioritario rispetto all'esserne discendenti .